Imprese responsabili nel nostro interesse – Articoli di Luca Bolzani

22.11.2020

Luca Bolzani, imprenditore, spiega perché sostiene con convinzione l'Iniziativa per multinazionali responsabili.

I contrari alla votazione sulle multinazionali responsabili hanno, oggettivamente, poche motivazioni valide da opporre alle ragioni dell’iniziativa. L’argomento più forte è forse quello che l’approvazione dell’iniziativa ridurrebbe l’attrattività della piazza economica svizzera, causando la partenza di diverse aziende verso lidi, diciamo così, più protettivi nei confronti delle loro attività in paesi esteri dove lo stato di diritto è più fragile.

Prima di entrare nel merito di questa argomentazione, chiedo il permesso di attingere alla mia esperienza personale, scusandomi per l’ineleganza del raccontare i fatti miei. Nel corso della mia attività di imprenditore mi sono occupato di diverse aziende in Ticino. Alcune storiche di lunga tradizione, altre create da zero. Qualcuna nell’ambito della farmaceutica, altre in ambiti diversi, dall’engineering agli ortaggi locali. Ritengo di avere molte lacune e alcune capacità. Tra queste ci sono la voglia di rischiare, il rispetto delle persone e delle loro caratteristiche, la disponibilità a delegare le responsabilità, e, credo di poterlo dire, una certa visione del futuro. Non sono doti che fanno di me una persona speciale, ma mi hanno permesso di far crescere realtà economiche anche importanti e di creare centinaia di posti di lavoro di qualità dentro e fuori Cantone.

Una costante che mi ha accompagnato nel mio lavoro è sempre stata quella di trovarmi di fronte alla resistenza al cambiamento e al timore di avventurarsi in situazioni sconosciute. La sicurezza data da una situazione consolidata è difficile da superare, sembra inevitabile che ogni novità costituisca un rischio che, in quanto tale, sarebbe meglio evitare. È stato così quando si poneva la questione di introdurre in azienda le prime certificazioni di qualità, di modificare processi e prodotti nell’ottica di minimizzarne l’impatto ambientale e sociale, di preparare le persone all’avvento della rivoluzione digitale. Fino all’imporsi del concetto di sostenibilità globale, che parte dal rispetto del territorio in cui si opera fino ad estendersi a tutte le conseguenze dell’attività di un’azienda, dentro e fuori di essa.

Le resistenze venivano, di volta in volta a seconda degli argomenti, dalle varie componenti della società, i cosidetti stakeholders: cioè i collaboratori, i fornitori, i clienti e, naturalmente, gli azionisti. Per questi ultimi le resistenze erano determinate essenzialmente dal fattore economico. Nel breve termine le misure di cambiamento vengono di solito considerate come costi e rischi. Solo sul medio-lungo termine si può capire se possono trasformarsi in investimenti e calcolarne il ritorno sui conti economici. E spesso mi è capitato di poter dimostrare, dati alla mano, che scelte che a prima vista potevano sembrare inutilmente costose e improduttive, si rivelassero poi vincenti anche dal punto di vista economico.

Veniamo quindi al punto. Ricordo che l’obiettivo dell’Iniziativa è quello di rendere le multinazionali residenti in Svizzera responsabili per gravi infrazioni delle normative ambientali internazionali e dei diritti umani commessi da filiali estere. Lasciamo pure perdere per il momento i valori fondamentali dell’Iniziativa (è difficile negare il principio che chiunque dovrebbe essere responsabile dei danni che causa ad altri) e cerchiamo di considerare l’argomento da un punto di vista puramente aziendale.

Anche ammesso, e tutt’altro che concesso, che qualche azienda si possa sentire infastidita da questa novità, come dovremmo considerare questo nuovo quadro legale? Come un costo o come un investimento ?

È evidente che nell’immediato qualche possibile “peggioramento” rispetto all’esistente potrebbe esserci. Qualche multinazionale potrebbe dover utilizzare risorse supplementari per garantirsi da possibili azioni legali provenienti dall’estero. Qualche altra potrebbe decidere di non installarsi nel nostro Paese, qualcuna addirittura di trasferire la sede altrove (la vedo difficile…). Ma sul medio-lungo periodo, l’immagine del nostro Paese come Stato di diritto e dei diritti e non come posto dei furbetti che speculano sulle lacune altrui porterà inevitabilmente a diverse conseguenze positive.

Innanzitutto la reputazione della Svizzera come piazza economica responsabile. Come ben sa chi fa impresa, oggi la reputazione è tutto per un’azienda. Puoi avere i migliori prodotti e le migliori tecnologie, ma se non hai reputazione non vai da nessuna parte. E la nostra reputazione oggi è ottima sul piano internazionale, ma sarebbe seriamente danneggiata da un eventuale rifiuto dell’Iniziativa e dal clamore mediatico risultante. La Svizzera egoista e indifferente ai problemi degli altri. La questione del segreto bancario non ha insegnato nulla?

Poi il senso di appartenenza delle persone che lavorano nelle aziende. Il coinvolgimento personale nelle attività aziendali è un valore sempre più importante, soprattutto per i managers e gli specialisti che importiamo da tutto il mondo. E anche in questo, il nostro Paese è considerato oggi uno dei più attrattivi al mondo per qualità di vita, accesso alla formazione di qualità, e rispetto dei diritti. Ma ve lo immaginate un manager che viene a casa alla sera e deve rispondere alla domanda dei figli piccoli: “Papà, ma è la tua ditta che ha avvelenato il fiume dei bambini della Colombia?“

Infine, i mercati finanziari. Oggi tutti gli analisti finanziari concordano sul fatto che gli investimenti che offrono maggiori garanzie di rendimento sono quelli sulle aziende certificate ESG (Environment Social and Governance) che rispettano una serie di criteri di sostenibilità. Che lo vogliamo o no (e io lo voglio ) il mondo va in questa direzione. E se lo capiscono anche gli analisti finanziari, forse dovrebbero prenderne atto anche quegli ambienti economici che si oppongono all’Iniziativa….

Insomma, al di là del fatto che sia giusta o meno, il solo sospetto che un’Iniziativa che chiede di garantire il principio di responsabilità venga bocciata per motivi economici avrebbe effetti molto negativi per la nostra economia, mentre sono convinto che una sua approvazione sarebbe un importante fattore di competitività per tutta la piazza economica svizzera. Ecco perché, paradossalmente, l’Iniziativa favorirà anche chi non la vuole.

Articolo di Luca Bolzani, imprenditore. Apparso sul Corriere del Ticino il 16 novembre 2020

Più attualità:

Tutte le attualità qui:

17.11.2020

Multinazionali svizzere: responsabilità ovunque!

A Cerro de Pasco, in Perù, la gigantesca miniera Volcan controllata da Glencore assicura una delle maggiori produzioni mondiali di zinco, piombo e argento. La stessa miniera ha inquinato aria, acqua e suolo con metalli pesanti causando conseguenze molto gravi per la salute degli abitanti.

Saperne di più