Per aziende globali responsabili – Articolo di Fiorenzo Dadò

04.11.2020

L’iniziativa per le multinazionali responsabili risponde a un principio elementare del nostro convivere civile che dovrebbe valere per tutti: ognuno deve rispondere delle proprie azioni.

Non c’è infatti nessuna valida ragione per la quale dovremmo essere chiamati a rispettare le persone e l’ambiente in Svizzera mentre possiamo permetterci qualsiasi sopruso all’estero lontani da occhi indiscreti, ancor più se lo Stato e la giustizia, spesso corrotti, se ne infischiano delle persone, donne e bambini compresi. La Costituzione federale prevede che la Svizzera si adoperi in modo attivo, e non solo a parole, per aiutare le popolazioni nel bisogno, contribuire a far rispettare i diritti dell’uomo, assicurare la convivenza pacifica tra i popoli e salvaguardare le basi naturali della vita. Questa iniziativa, come chiede la nostra Costituzione, è un atto di civiltà e responsabilità etica e sociale che va proprio in questa direzione. Il Parlamento ha contrapposto all’iniziativa un controprogetto che serve unicamente a confondere le idee. Si tratta di un alibi senza efficacia, poiché permetterebbe a multinazionali svizzere come Glencore e Syngenta di continuare indisturbate ad avvelenare i bambini e l’ambiente, o a sfruttare le persone nei Paesi poveri, senza incorrere in nessuna sanzione. Solo quando le gravi violazioni dei diritti umani e lo spregio nei confronti delle preziose risorse naturali avranno anche delle conseguenze concrete, attraverso l’obbligo di assumersene la responsabilità, anche quelle multinazionali eufemisticamente poco virtuose si comporteranno in modo corretto e rispettoso, in Svizzera come nel resto del mondo.

 

L’iniziativa per le multinazionali responsabili non chiede la luna, ma propone di introdurre la possibilità di ottenere un risarcimento da parte delle imprese svizzere in caso di violazioni dei diritti umani o di gravi danni ambientali all’estero. Questa eventualità, tuttavia, non sarebbe una passeggiata per le persone danneggiate e non andrebbe neppure ad intasare i nostri tribunali, come cercano di far credere gli oppositori. Non si tratta infatti di un ambito penale, ma civile e tutti sappiamo che l’azione di responsabilità civile è molto complessa e pure costosa, perché spetta alla parte lesa comprovare le ragioni del danno. Questo è il mezzo giusto per contribuire a ripristinare un minimo di giustizia. Introdurre questa possibilità votando sì all’iniziativa avrebbe anche un forte effetto deterrente: le multinazionali sarebbero perlomeno indotte ad agire con maggiore prudenza e responsabilità nei confronti dei popoli e dei Paesi che le ospitano. La Svizzera è la patria dei diritti umani riconosciuta nel mondo intero. Grazie all’intraprendenza e alla lungimiranza dei nostri illustri concittadini Henry Dunant, il generale Dufour, Gustave Moynier e i medici Louis Appia e Théodore Maunoir è qui che è nata e ha sede la Croce Rossa internazionale. Nei secoli il nostro Paese ha contribuito a diffondere nel mondo la cultura del rispetto, della pace, della solidarietà e del bene comune. Questo, oltre ad essere motivo di orgoglio, ci ha portato anche diversi vantaggi. Coloro che vogliono operare all’estero sotto la nostra bandiera, ottenendo per questo innumerevoli benefici di immagine ed economici, devono tenerne debitamente conto. Un chiaro sì all’iniziativa per le multinazionali responsabili significa ribadire in modo inequivocabile questa missione tipicamente Svizzera, contribuendo a ridare lucentezza e smalto alla nostra immagine nel mondo. Un’immagine costruita con serietà e della quale dobbiamo poter continuare ad andare fieri.

 

Fiorenzo Dadò, presidente cantonale del PPD. Articolo apparso sul Corriere del Ticino il 4 novembre

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