Economiesuisse silura un dialogo costruttivo

11.12.2017

La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-CN) ha respinto un controprogetto. Questo rifiuto è imputabile all’azione aggressiva di lobbying condotta da economiesuisse che silura un dialogo costruttivo tra multinazionali e ONG.

Nel novembre 2017 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati si era pronunciata a favore di un controprogetto indiretto all’iniziativa per multinazionali responsabili (con otto voti a favore contro uno). Tuttavia oggi, una stretta maggioranza composta da UDC e PLR ha respinto un controprogetto in seno alla Commissione del Consiglio nazionale. Questo rifiuto è imputabile all’azione aggressiva di lobbying condotta da economiesuisse.

Un’ opportunità persa

Dopo la decisione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati di quattro settimane fa, si era costituita un’alleanza interessante. Una delle più grandi associazioni dell’economia svizzera, il GEM – Groupement des Entreprises Multinationales (che riunisce 92 multinazionali), così come imprese importanti quali Migros e Ikea si erano pronunciate a favore di un controprogetto. Gli iniziativisti, d’altra parte, erano pronti al compromesso e a considerare addirittura la possibilità di ritirare l’iniziativa nel quadro di una discussione costruttiva e di un processo legislativo solido. Ma la testardaggine ideologica di economiesuisse ha tagliato di netto gli sforzi congiunti delle imprese e delle organizzazioni della società civile.

Una campagna ottimista

Gli iniziativisti sono ottimisti sul futuro e si preparano a una campagna per la votazione ricca di emozioni. I primi sondaggi rivelano che l’argomento gode di un’ampia simpatia tra la popolazione. La coalizione dell’iniziativa, composta da più di 80 organizzazioni, investirà tutte le sue forze nella campagna e conta di dimostrare la necessità di regole vincolanti contro le violazioni dei diritti umani.

Dick Marty, co-presidente del comitato dell’iniziativa, ha commentato la decisione di oggi: “L’ostinazione praticata da economiesuisse non è in ogni caso emblematica di tutte le imprese. La preparazione della campagna di votazione è in pieno svolgimento e siamo ottimisti sul suo esito. Constatiamo in effetti un sostegno in crescita da parte dei cittadini e del mondo degli affari.”

Che cosa vuole l’iniziativa

L’iniziativa intende obbligare le imprese a rispettare i diritti umani nell’insieme delle loro relazioni d’affari. Per assicurarsi che le multinazionali aderiscano a questi obblighi sono previste delle conseguenze in caso di abusi. Le multinazionali dovranno in futuro rispondere delle violazioni dei diritti fondamentali causate dalle loro filiali.

L’iniziativa per multinazionali responsabili è sostenuta da una vasta coalizione composta da più di 80 organizzazioni nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, dei diritti umani, dei diritti delle donne, della protezione ambientale, delle Chiese, ma anche da sindacati e da associazioni di azionisti.

Per informazioni:

Dick Marty, Co-Presidente del Comitato d’iniziativa, 079 621 29 39

Rahel Ruch, Coordinatrice dell’Iniziativa, 076 517 02 08

Ulteriori comunicati stampa :

Tutti i comunicati stampa qui :

14.06.2018

La via del compromesso resta aperta

Il Consiglio nazionale ha deciso oggi di accettare il controprogetto all’Iniziativa multinazionali responsabili. Ampiamente sostenuto, questo controprogetto rappresenta un compromesso tra gli iniziativisti, le forze del Parlamento e quelle dell’economia.

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