La lobby delle multinazionali vince al Consiglio degli Stati: compromesso naufragato

12.03.2019

Dopo 15 riunioni di commissione ripartite su un anno e mezzo, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi con una piccola maggioranza di non entrare in materia su un controprogetto all’iniziativa per multinazionali responsabili e ha raccomandato al popolo di respingere l’iniziativa.

Questa decisione non sorprende. Durante la scorsa settimana la lobby delle multinazionali, guidata da SwissHoldings ed Economiesuisse, ha fatto un’enorme pressione contro qualsiasi proposta di un compromesso. Un lavoro di lobbying che sembra aver funzionato. Contrariamente al Consiglio nazionale, che nel giugno 2018 aveva sostenuto un controprogetto con 121 voti contro 73, il Consiglio degli Stati non vuole introdurre la benché minima regola contro le violazioni dei diritti umani e i danni ambientali. Questo significa che multinazionali come Glencore, Syngenta e Novartis possono continuare a fare i propri affari in modo irresponsabile, senza che questo abbia conseguenze per loro.

 

Il successo della lobby delle multinazionali è il risultato di un doppio gioco. Economiesuisse e SwissHoldings hanno bloccato il controprogetto dall’inizio e ignorato le concessioni fatte in loro favore, mentre gli iniziativisti avevano fatto un passo nella loro direzione e preso in considerazione 20 limitazioni. Nei giorni precedenti la seduta del Consiglio degli Stati le due organizzazioni hanno inoltre alimentato l’incertezza diffondendo false affermazioni. Gli argomenti ideologici li hanno smascherati: probabilmente molti dei loro membri fanno affari in modo irresponsabile e per questo vogliono impedire le possibili conseguenze.

Per Dick Marty, co-presidente del comitato d’iniziativa, “la decisione di oggi agli Stati significa che le multinazionali potranno continuare a fare affari in modo irresponsabile.”

 

Sta ora al Consiglio nazionale decidere se vuole o meno mantenere il controprogetto. Il comitato di iniziativa mantiene naturalmente la propria proposta di ritirare l’iniziativa se il controprogetto proposto dal Consiglio nazionale fosse accettato. Dick Marty pensa a una campagna di voto con serenità: “L’importante sostegno all’iniziativa – in particolare anche dagli ambienti economici – mi rende ottimista. Queste aziende constatano che gli scandali a ripetizione sono dannosi per la reputazione del nostro paese e che la regolamentazione proposta aiuta la piazza economica svizzera a prepararsi per il futuro.”

 

La votazione sull’iniziativa multinazionali responsabili avrà luogo al più presto nel febbraio 2020.

 

Cosa chiede l’Iniziativa

L’Iniziativa vuole costringere le multinazionali a vegliare sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente nelle proprie attività. Per garantire che tutte le multinazionali rispettino questa nuova legge, i danni devono avere delle conseguenze. In futuro le multinazionali dovrebbero quindi essere ritenute responsabili per le violazioni dei diritti umani commesse dalle loro filiali.

Ulteriori comunicati stampa :

Tutti i comunicati stampa qui :

14.06.2018

La via del compromesso resta aperta

Il Consiglio nazionale ha deciso oggi di accettare il controprogetto all’Iniziativa multinazionali responsabili. Ampiamente sostenuto, questo controprogetto rappresenta un compromesso tra gli iniziativisti, le forze del Parlamento e quelle dell’economia.

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